Liliana Rossini, pittrice bresciana, è nata a Bagnolo Mella (BS) nel 1958.
Diplomata in Architettura e Arredamento sarà poi allieva di diversi artisti per impreziosire di nozioni tecniche la sua naturale inclinazione artistica.
Liliana Rossini ama far ricorso alla spatola, leitmotif della sua attuale produzione.
Ne sono protagoniste tele di particolare ed insolito effetto artistico a ragione di una evidente matericità pittorica. Olio su tela, una varietà molteplice di colori con spatolate immediate decise a creare una armonica proporzione di sensazioni interne.
Ne scaturiscono lavori di forte espressionismo astratto .
“Mi presento:
sono una persona lunatica, non amo le regole, credo nel colore, credo nell’istinto, credo nel ricreare sulla tela soggetti che raccolgono tutta la forza emotiva, intuitiva, generativa, essenziale o scultorea del mio essere momentaneamente su essa.
L’opera può essere finita o può essere ripresa senza esitazione. Solo l’istinto è artefice nella determinazione di essa.
Un’opera deve avere in sé carattere, più che il bello amo il suo significato coloristico, là dove il trasporto mio gestuale – nella sua più sincera corporeità – fa scaturire l’opera stessa.
Mi chiamo Liliana Rossini.
Sono nata a Bagnolo Mella (BS) nel 1958.
La pittura ha costantemente esercitato su di me un grande polo d’attrazione. Sin dall’adolescenza ho privilegiato cromie molto accese. A seguito del diploma in Architettura e Arredamento, mi avvicino alla tecnica della pittura su porcellana con maestri americani e giapponesi. Prediligendo porcellane di grandi dimensioni, mai decorative od ornamentali, ma con soggetti naturali.
Ed è con queste inclinazioni artistiche che mi accosto all’olio su tela, ritraendo spesso paesaggi, che possono apparire neo-impressionisti, appartenenti al mio iter artistico, un momento di passaggio inevitabile, necessariamente da percorrere, che mi permetterà di approdare alla mia realtà poetica.
Passo quindi ad esplorare con occhio attento il mondo degli animali, animali di grandi dimensioni, leoni, rinoceronti, tigri, pantere, elefanti, per citare qualche esempio. Sempre di più mi avvicino ad una tecnica materica, pastosa, corposa, e di potente valenza tattile, eleggendo la spatola quale mezzo espressivo privilegiato per interfacciarmi con le mie creazioni artistiche. Approfondisco quindi la ritrattistica già sperimentata a livello inconscio durante l’adolescenza, indagando nel profondo la psiche umana, a tal punto che le immagini, perdono la loro connotazione figurativa, per diventare più astratte, lasciando spazio al predominio della cromia pittorica della materia. Credo nel ricreare sulla tela soggetti, in cui è forte per me il richiamo alla loro interiorità.
Amo i colori, amo l’espressione essenziale. Posso passare però in momenti diversi, all’estremo materico che predomina sulla tela. Sono espressionista ora. Tutto avviene senza ragionamenti. E’ un ‘attimo esserci, è un’ attimo non esserci. L’assenza di sé, trasforma un opera in modo etereo, i colori sono dati con totale abbandono , ciò va a toccare le corde artistiche più profonde insite del mio essere. Questo trasporto verso il soggetto, mi dà una grande e sottile sofferenza, che si tramuta in piacere di annullare me stessa, onde superare me stessa.
Il mio lavoro è dettato dall’istinto del momento, la stesura del colore è generata da un impulso interiore, determinato e forte, artefice della realizzazione dell’opera, il cui soggetto, suggerisce esso stesso, la sua propria esistenza sulla tela. Ricreo sulla tela soggetti che raccolgono tutta la forza emotiva, generativa, ed essenziale, che può diventare scultorea per il forte contenuto materico. Olio su tela è la mia scelta della materia, che conferisce alle mie opere una speciale pastosità ricca di luminosità cromatica, e che vanta la sua indistruttibile continuità nel tempo. Adoro l’olio su tela. L’opera può essere finita, oppure può essere ripresa senza esitazione. Solo l’istinto creativo ed empatico col soggetto sono conseguenza della determinazione del quadro. Un’opera deve avere in sè, carattere, più che il bello, amo conferire in essa la forza espressiva, dove il colore, come pure il valore materico, si impongono all’occhio di chi guarda.